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Facciamo insieme una visita "virtuale"
(clicca sulle foto per ingrandirle)
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Ci rechiamo al borgo antico, dove sono stati addobbati i primi altari termolesi, ed entriamo nel locale dove 'A Paranze ha allestito la sua Vetäre de S. Giuseppe. |
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Prima di concentrare la nostra attenzione e curiosità sull'abbondante tavolata ricca di cibi succulenti andiamo direttamente in fondo allo stanzone dove, per dovere di tradizione e di fede, facciamo visita all'altare vero e proprio. |
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Interessante è osservare con attenzione i pizzi, i merletti, le sete, i drappi e le piante che arredano il tutto e fanno da contorno spettacolare al quadro centrale della Santa Famiglia. |
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Nei pressi dell'altare un gruppetto di bambine riempiono il silenzio di devozione con le loro candide voci che alternano recite di poesie a canti, naturalmente entrambi dedicati al Santo falegname. |
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Il nome di "verginelle" spiega bene il significato della presenza di queste bambine: la purezza, l'innocenza e la bontà che si fanno preghiera d'intercessione tra il popolo e la Santa Famiglia capeggiata da S.Giuseppe. |
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Fatta la nostra preghiera di devozione, possiamo ora girare per la stanza a curiosare con gli occhi e col naso tra la ricca tavolata. Osserviamo tante varietà di cibi tra cui spiccano le pagnotte di pane ed in particolare il tradizionale "bastone di S.Giuseppe". |
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Girando ancora incontriamo legumi ed ortaggi di ogni genere, tipici delle tavole locali e della stagione in corso. |
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Dopo i legumi i nostri occhi vengono catturati dall'affascinante cesta di pesce misto, prodotto tipico termolese che per la gente di mare è sicuramente il cibo che più di tutti può essere offerto in abbondanza. |
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Quasi seguendo un ordine culinario ecco apparire un bel cesto di frutta fresca di stagione adornata da quella secca sempre molto stuzzicante. |
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Naturalmente non potevano mancare i tanti ed amati dolci, freschi e secchi, nazionali e locali, piccoli e grandi. |
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Tra i dolci sono da notare in particolare le classiche figure dolciarie locali di Pasqua: 'a puppattelle per le bambine e 'u cavallucce per i maschietti, tipici dolci di pastafrolla ricoperti con glassa d'albume e confettini colorati, impastati con tanto amore, il più delle volte, dalle nonne per i propri nipotini. |
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Ci dirigiamo così all'uscita ma ci accorgiamo che i riti non sono ancora terminati. Infatti all'uscita ci viene consegnato una specie di kit di San Giuseppe costituito dal santino ('a 'mmaggenette), una pagnottina benedetta ('u päne beneditte de San Giuseppe) ed un sacchetto contenente il cosiddetto San Giuseppe, ovvero la tipica pietanza, preparata appositamente per tale occasione (ecco il perché del nome), consistente in un insieme di prodotti molto umili come grano, fagioli, fave, granoturco, cicerchia, ceci e lenticchie. |
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Ora la visita è proprio finita, la devozione al Santo è stata rispettata e la tradizione è stata rinnovata ... o meglio ... la tradizione vuole che la visita prosegui presso gli altri altari addobbati in giro per la città, quindi ... andiamo! |
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