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L'evento storico

 

Lo sbarco delle galee turche sulla spiaggia nord di Termoli

 

 

Nella storia della nostra cittadina una parte non certo felice ma pur sempre affascinante la occupa l'assalto al borgo antico della flotta Ottomana guidata dal guerriero Pialì Pascià.

Questo attacco, che in verità non interessò solo la nostra costa ma bensì anche quelle abruzzese e pugliese, è datato 1566.

L'attacco al borgo e alla rada di Termoli fu dovuta in particolare a motivi strategici: i turchi, che avevano puntato sulla conquista delle interessantissime isole Tremiti, dovevano assicurarsi che non ci fosse alcuna possibilità di aiuto nei confronti delle stesse isole né dalla costa prospiciente, né dalla Sicilia. Pertanto da Pescara, passando per Francavilla Ortona e Vasto, fino a Termoli e giù sulla costa pugliese, Pascià e i suoi guerrieri distrussero e sottomisero senza pietà al fine di ottenere il dominio delle Isole Diomedee.

Pialì Pascià

 

Considerando che dei terremoti recenti avevano lasciato segni evidenti sulle mura e sul castello termolesi, si capisce ancor più come lo sbarco turco significò per Termoli facile penetrazione e distruzione. Così il giorno 2 agosto 1566, sbarcati con circa 200 galee, gli ottomani strinsero d'assedio il vecchio borgo marinaro distruggendo abitazioni, mura ed appiccando incendi (il più grave fu quello che vide protagonista la già vecchia cattedrale romanica) e facendo prigionieri quanti non riuscirono a fuggire nelle campagne interne. 

I primi scontri tra turchi e popolazione locale ai piedi del castello termolese

 

 

La devozione dei termolesi alla "Madonna a Lungo"

 

Le cronache storiche (come una leggenda) dicono che una eroica resistenza ai turchi fu fatta dalla popolazione nelle campagne tra Termoli e Guglionesi dove, grazie alla tenacia e al coraggio, i molisani locali riuscirono ad arrestare l'invasione nemica. E proprio da quelle parti, già dal 1545, sorgevano un convento di cappuccini ed un santuario dedicato, neanche a farlo apposta, alla Madonna della Vittoria.

Qui per anni fu ricordato l'evento con rappresentazioni popolari eseguite dalla gente comune che orgogliosa rievocava la vittoria storica dei propri avi. Da sempre quindi il santuario è stato meta di pellegrinaggio da parte della popolazione termolese che è sempre corsa copiosa in adorazione; in particolare al martedì dopo Pasqua, allorquando ricorre la festa della Madonna della Vittoria.

Il santuario però a Termoli è più noto come chiesa della Madonna a Lungo perché, trovandosi un tempo molto distante dal borgo antico, per raggiungerlo occorreva effettuare un percorso a piedi "molto lungo" (più di 2 Km). Ancora oggi la tradizione va avanti con la visita alla Madonna (c'è un antico quadro a ricordarla) e la classica scampagnata in comitiva, anche se oggi molte cose sono cambiate (molti si recano sul posto in automobile e la chiesa non è più tanto isolata visto che è molto vicina ai quartieri periferici di Termoli).

 

 

La rievocazione e l'incendio del Castello

 

Dal 2001, su iniziativa e sulle ricerche storiche di Nicolino Cannarsa pubblicate anche in un libro*, nonché con l'appoggio dell'Amministrazione Comunale, il 15 d'agosto a Termoli si ricorda l'evento dello sbarco turco con una rappresentazione storico-popolare fatta di comparse in costume e di musicanti. Tale manifestazione va a rafforzare quello che era l'unico segno rimasto negli anni del ricordo dell'evento storico legato a Pialì Pascià, ovvero il caratteristico e suggestivo "incendio del Castello". 

Questo altro non è che una simulazione, con fuochi pirotecnici, dell'incendio provocato appunto dai turchi e che, più con fantasia che con fede storica, va ad interessare le mura antiche del borgo e il suo castello.  Tale spettacolo pirotecnico, come si diceva, è l'unico ricordo dell'evento che da sempre il 15 agosto viene effettuato con notevole richiamo nella cittadina adriatica di turisti e curiosi.

 

*Per maggiori informazioni e più precisi dettagli storici vi invitiamo a leggere il libro «Sbarco ed assalto dei Turchi alla città di Termoli. 2 agosto 1566. Rievocazione storica» di Nicolino Cannarsa oppure a visitare il sito web www.moliseweb.com

 

I due disegni dei combattimenti sono di Carlo Cappella e tratti dallo stesso libro di cui sopra.

 

 

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