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Lo spettacolo che il gruppo folk ‘A Paranze porta in giro in Italia e fuori, è una sorta di sintesi di quello che è, o meglio era, la vita del termolese nei secoli scorsi. Un insieme coreografico e ritmico di canti e danze, eseguiti indossando i costumi d’epoca riprodotti fedelmente, che coinvolgono emotivamente lo spettatore per l’allegria, la curiosità, talvolta la tristezza, ma soprattutto la vivacità che essi trasmettono.

Filo conduttore è quindi il ciclo della vita dell'uomo che va dalla nascita all'infanzia, dai giochi al lavoro, dai corteggiamenti amorosi alle sciagure in mare, dalla preghiera ai riti superstiziosi delle credenze popolari.

 

Il vestito

Se è vero che l’abito non fa il monaco è altrettanto vero che un costume d’epoca fa folklore. Inevitabile dunque non accennare al nostro vestito che, come dicevamo, non è originale ma riprodotto fedelmente sui modelli d’epoca (almeno 1800).

 

La donna, in genere sempre dedita alle faccende domestiche, è dotata di un completo semplice che poteva variare, divenendo più complesso, solo in caso di festività paesane. Il costume delle nostre ragazze è composto da una lunga gonna nera di panno piuttosto pesante, con fascia colorata nella parte più bassa e pieghe tutto intorno, sopra la quale è apposto il classico grembiule per le faccende di casa, leggero, di color grigio e con piccoli motivi floreali bianchi. Sotto, invece, è nascosto il tipico mutandone bianco merlettato lungo fin sotto alle ginocchia, che si lascia apprezzare nel corso delle danze solo in seguito alle giravolte e ai salti. La parte superiore del vestito è composta da una camicetta di cotone bianca, anch’essa merlettata, e da un corpetto di panno nero legato sul retro con un fiocco colorato e tutto intrecciato a zig zag. 

Infine fanno da elementi di rifinitura le scarpe, nere e lucide con tacco, ed un fazzoletto scuro con motivi colorati ripiegato in testa e mantenuto da un paio di spilloni.

 

L’uomo, che nel nostro caso è evidentemente un pescatore, indossa un costume molto pratico che gli consente di svolgere senza grossi problemi le mansioni lavorative sulla barca, a riva o sul molo. Il pantalone, di panno blu leggero, è ripiegato dalle caviglie ai ginocchi per evitare il contatto della stoffa con l’acqua marina; al posto della cintura fa la comparsa un semplice pezzo di rete, elemento che certo non mancava ad un marinaio. La camicia, anch’essa ripiegata ai polsi, è di cotone o di flanella, in base alla stagione, e a scacchi bianchi abbinati al blu o al rosso o al marrone; su di essa al collo spicca una bandana rossa bordata da motivi neri tenuta stretta o da un nodo o da un sughero da rete (galleggiante). Fermo restando che tutte le attività di lavoro si svolgevano a piedi nudi (e ciò vale anche per le esibizioni dei ragazzi del gruppo), ai piedi l’uomo indossa degli zoccoli molto semplici in legno e fascetta di cuoio.

 

 

Il programma del nostro spettacolo: