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Come può mancare nel ciclo della vita dell'uomo il tema dell'amore, quel sentimento che già da piccoli riesce a coinvolgerti e che, vuoi o non vuoi, da grande spesso condiziona la tua esistenza? |
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Naturalmente anche i nostri nonni non ne erano immuni, anzi, forse erano ancora più travagliati dai tabù e dal pudore tipici dei tempi passati, che rendevano i contatti tra gli innamorati molto più complessi e difficili. Proprio su questi aspetti sono incentrati i nostri balli e i nostri canti, anch'essi frutto di ricerche e testimonianze di anziani del posto. 'U balle da trascetore ad esempio illustra il corteggiamento, fatto di gesti e smorfie, che avveniva non solo durante le rare occasioni del passeggio, dove spesso si era controllati a vista dai genitori, ma soprattutto durante i balli che le festività consentivano di organizzare: dunque "la trascetore" ( la prima volta del futuro sposo a casa della sposa) era una di queste occasioni. Tra i canti del nostro repertorio, emblematici sono 'U mare cannizze e 'U battellucce, entrambi dedicati al dialogo fra due innamorati che si dichiarano apertamente ma non senza resistenze reciproche, anche se solo di rito. |
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Un discorso a parte merita il canto Termele, vera e propria dichiarazione d'amore di un termolese alla propria città, in particolare al borgo antico, simbolo di quel luogo che per chi vi nasce e vive rimane indelebile nel ricordo. |
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