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Le Paranze sono delle grosse barche a vela latina, ormai in disuso, usate in coppia per la pesca costiera. Ognuna di esse tirava un’ala di una grossa rete a strascico, chiamata paranza o sciabica. La loro attività cominciava con l’approssimarsi della buona stagione, cosicché da marzo a settembre, la Paranza diveniva la seconda casa del pescatore, su cui ogni giorno si ripetevano, come antichi e sacri rituali, gli stessi gesti di lavoro, tramandati di generazione in generazione.

Dal 1990 nella città di Termoli, località della costiera adriatica molisana, alcuni volontari amanti della cultura, intesa in tutto il suo ampio significato che va dalla poesia al folklore, dalla danza al canto, hanno dato vita ad un’associazione culturale, appunto, denominata ‘A Paranze, tesa a studiare la tradizione popolare locale per meglio conservarla e riproporla ai cittadini nelle varie forme artistiche possibili.

Nel suo ambito opera da sempre, come la vera anima dell’intera associazione, l’omonimo gruppo folklorico marinaro.

Lo scopo specifico del gruppo folk, composto da circa 40 elementi, è quello di mantenere vive, con danze e canti, frutto di attente e scrupolose ricerche, alcune forme della cultura e civiltà marinara, diventando l’interprete autentico delle tradizioni popolari della gente di mare. 

Il tutto in un clima di gioia e fratellanza, così come dovrebbe imporre lo spirito del folklore e soprattutto così come ci impone il nostro spirito cristiano che, sin dalla nascita di questa realtà, cerchiamo di portarci dietro e di trasmettere a quanti ci incontrano.

castello

Il programma che il gruppo presenta si articola in modo vario e semplice ed esprime gli aspetti più significativi e ricorrenti della vita quotidiana:

IL CICLO DELLA VITA DELL'UOMO
  • LA FAMIGLIA
  • IL LAVORO
  • LA PREGHIERA
  • IL SACRO ED IL PROFANO

I canti, alcuni dei quali di anonimi, vengono eseguiti per la maggior parte in polifonia e riprodotti così come sono stati raccolti durante le ricerche. Per la loro esecuzione ci si avvale di una strumentazione povera ma essenziale che rimane legata, il più possibile, ai caratteri originali e tradizionali: chitarre acustiche, fisarmoniche, tamburelli, patapum, acciarini e tra-tra.

Le danze si articolano in coreografie semplici ed esplicative, rappresentando situazioni della vita marinara che animavano la Termoli del passato. Esse sono arricchite da gestualità effettuate con attrezzi marinari, anch’essi in parte in disuso, come nasse, reti da sciabica, stremmatüre, schaffette, tremaglie, ecc.

Il costume, riprodotto fedelmente in tutti i suoi particolari, risale alla fine del secolo scorso e testimonia il mondo del lavoro della gente termolese: semplice quello della donna, intenta alle faccende di casa, ed estremamente pratico quello dell’uomo, libero nei faticosi movimenti del lavoro.



gruppo

In conclusione riproponendo gli affanni e le speranze vissute quotidianamente dai pescatori, la dura fatica, la rassegnata solitudine, il canto di preghiera al mare e la gioia del ritorno sano e salvo a casa, il gruppo folk ‘A Paranze mira a conservare e tramandare tutto ciò che è la tradizione termolese per trasmettere con essa quei valori, quella genuinità, quella bontà e semplicità che erano alla base della vita di un tempo e che oggi sempre più vengono a mancare.


Qui sotto a sinistra lo stendardo dell'Associazione 'A Paranze e, a destra, il LOGO: il castello di Termoli coperto da una paranza stilizzata e, sullo sfondo, un grande sole rappresentato da un cembalo

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